Le migliori Serie TV LGBTQ: Dawson’s Creek, Queer as Folk e tante altre

Erano i primi anni ‘2000 quando per la prima volta in un teen drama si affrontava apertamente il tema dell’omosessualità. Il telefilm in questione era Dawson’s Creek e il suo protagonista era Jack McPhee. Da allora di strada ne hanno fatta anche le serie tv.


Ne sono state create alcune completamente a tematica LGBTQ,  divenute vere e proprie serie cult; e sempre più personaggi gay, lesbiche, bisessuali, vengono inseriti nelle serie di ogni genere. Come accennato, appunto, ci sono telefilm che hanno proprio lasciato un segno, entrando di diritto nella classifica dei telefilm preferiti dei telespettatori.

 

THE L WORD

E’ stata la prima serie tv a mostrare l’amore tra donne, in maniera diretta, semplice, senza filtri, senza ambiguità. Catapultati nell’assolata Los Angeles, assistiamo alle vicende amorose, di amicizia e di vita quotidiana di un assodato gruppo di amiche: Bette, donna in carriera, leader del gruppo; Tina, fedele compagna di Bette; Alice, giornalista bisessuale, dal forte spirito allegro e contagioso; Shane, sciupa femmine incallita capace di far capitolare anche le etero curiose; Dana, tennista professionista che tiene nascosta la sua omosessualità per paura di ripercussioni nella sua carriera; Marina, femme-fatale che farà capire a Jenny di essere lesbica. Nel corso delle stagioni, arrivano i personaggi di Carmen, Helena, Papi, Max, ecc., aggiungendo altro pepe e drama. E non parliamo del fatto che le ship piovevano come se non ci fosse un domani. #urgerewatchdiTheLWord!

 

QUEER AS FOLK (USA)

La controparte maschile è proprio Queer As Folk (remake della serie originale inglese), in cui le vicende corrono intorno a Brian, Justin, Emmett, Michael, Ted, Melanie e Lindsay, unica coppia lesbica. Siamo a Pittsburgh, e anche qui viene raccontato in maniera franca e onesta, l’amore tra uomini, andando a toccare argomenti come il coming-out, la discriminazione sul posto di lavoro, il sesso protetto, la sieropositività, i diritti civili, ecc. Coppie emblematiche sono nate nel corso del tempo, come quella formata da Brian e Justin, che ha avuto molto seguito tra i fan. Io però mi sono lasciata catturare dalla storia di Michael e Ben, e adoravo follemente Debbie: mamma attivista che si batte per i diritti della comunità omosessuale e che riveste il ruolo di seconda mamma anche per gli amici del figlio. #iltop!

 

THE FOSTERS

Io amo la famiglia Adams-Foster! E Stef e Lena sono una delle coppie che per me rappresentano l’Amore! Anche se il telefilm è ancora in corso, è stato una rivelazione fin dal pilot perché per la prima volta in tv – anche se solo in quella statunitense – viene raccontata la quotidianità di una famiglia omogenitoriale. Stef e Lena sono due donne in carriera e due mamme che crescono i loro figli, affrontano i problemi più svariati, grandi o piccoli che siano (compresi quelli coniugali), impegnandosi a fare sempre del loro meglio. Questa serie tv ha il prego di mostrare che non esiste alcuna differenza tra famiglia omogenitoriale e quella comunemente definita “tradizionale”. In più la tematica delle Case Famiglia, dell’affidamento, raccontato con il giusto tatto, con la verità positiva e negativa, ci porta dentro un mondo sconosciuto ma molto reale. Kudos a Jennifer Lopez per aver scelto di produrla e a Peter Paige e Bradley Bredeweg per ciò che hanno creato finora.

 

SOUTH OF NOWHERE

L’omosessualità raccontata durante l’adolescenza. Questa è una serie tv poco conosciuta perché penso sia stata sottovalutata, poco valorizzata e pubblicizzata dal network di produzione The N, quando invece meritava di più. La famiglia Carlin dall’Ohio si trasferisce a Los Angeles, e i tre figli adolescenti Spencer, Glen e Clay devono ambientarsi e adattarsi ad un nuovo stile di vita. Ma è soprattutto Spencer quella che deve affrontare il cambiamento più importante, quando capisce di essere lesbica. Si prende una bella cotta per la nuova amica Ashley, bisessuale dallo spirito libero che non ama le etichette; il processo di accettazione, compreso quello della famiglia di Spencer quando si dichiara, viene raccontato in maniera graduale e vera nelle reazioni che suscita.

 

GLEE

Il teen drama più gay friendly degli anni 2000! Si è guadagnato il riconoscimento di fenomeno sociale internazionale grazie alla sensibilità con cui sono stati trattati argomenti seri e importanti come la diversità, il coming-out in famiglia e a scuola, il bullismo, l’omofobia, la transfobia; attraverso i personaggi di Kurt, Santana, Brittany, Blaine, Unique, e la Coach Beastie. Personaggi che per molti adolescenti e non, sono stati d’ispirazione e di identificazione con le loro storie. Sarò sempre grata al trio Ryan Murphy, Brad Falchuk, e Ian Brennan per averla ideata; nonostante il trash di molti episodi delle ultime due stagioni.

 

LOST GIRL

In un mondo paranormale diviso tra Fae (demoni) dell’Oscurità, Fae della Luce, e umani, in cui ogni individuo deve schierarsi dalla parte della propria razza; l’amore è l’eccezione a questa regola. Bo, è una Fae succube, che non vuole scegliere tra Luce e Oscurità, ma scoprire le sue origini. Durante questo percorso, instaura una forte amicizia con Kenzie e trova due grandi amori: quello con Dyson, Fae licantropo, e quello con la dottoressa umana Lauren, con cui da vita a una relazione al cardiopalma. #Doccubusavita.

 

ORANGE IS THE NEW BLACK

Per i personaggi, per la storia d’umanità che c’è dietro ad ogni detenuta del carcere di Litchfield, e per l’originalità narrativa, come non si può non amare questo telefilm?! Tratto da una storia vera, autobiografica, la vera rivoluzione è stata però quella di aver permesso ad un’attrice transessuale, Laverne Cox, ricevere una candidatura agli Emmy Awards per il ruolo di Sophia Burset. Senza OITNB non avremo Laura Prepon che ci fa infartare ad ogni inquadratura e ogni volta che parla, e anche se il più delle volte Piper risulta odiosa, non avremo lei con Alex. #PiùOITNBpertutti!

 

LIP SERVICE

Nata per essere la risposta britannica a The L Word, senza riuscirci, ha quanto meno colmato un po’ il vuoto lasciato dalla serie americana. Ambientata in Scozia, nell’affascinante e cupa Glasgow, nel corso di due stagioni ci immergiamo nella vita di Frankie, Cat, Tess, Jay, Lou, Sam, Sadie, e Lexie; rivelandosi una serie tv interessante e piacevole da vedere.

 

WILL & GRACE

Un’altra serie cult che ha creato due personaggi gay iconici: Jack e Will. Grandi amici, l’uno l’opposto dell’altro, che vivono la loro omosessualità con spensieratezza e schiettezza, rinforzata da un contesto più leggero e spiritoso che sta alla base di ogni comedy. Sono state otto stagioni in cui gli sceneggiatori hanno saputo giostrarsi intelligentemente con alcuni stereotipi rendendoli divertenti e parte caratteriale di Jack e di Will, e non semplici clichè.

 

FAKING IT

Tempi socialmente più aperti ed evoluti, hanno permesso a Dana Min Goodman e Julia Wolow una teen comedy in cui l’inclusione e l’accettazione sono state alla base della storyline. Le due creatrici hanno introdotto un tema, credo mai, trattato nei telefilm, che è uno spaccato di vita per alcuni adolescenti: cioè l’intersessualità. In più, 15 anni fa, sarebbe stato impensabile vedere due ragazze liceali utilizzare l’espediente di fingersi una coppia per ottenere popolarità. Un azzardo interessante, (piaciuto o meno), che ha fatto poi scoprire ad Amy di essere veramente innamorata della sua migliore amica. Mi è dispiaciuto che Faking It si sia concluso così presto e con molte storyline lasciate in sospeso; una quarta stagione era più che dovuta.

 

Prima di concludere, apro una piccola parentesi sul fenomeno che da un anno a questa parte sta dilagando su Youtube, cioè le web-series a tematica LGBTQ, segnalandovene alcune interessanti da vedere: LSB – The Series (produzione italiana), Carmilla, Chica Busca Chica, Last Life, Anyone But Me. In più, vi segnalo anche il documentario “Gaycation” con protagonisti Ellen Page e Ian Daniel che raccontano attraverso testimonianze dirette la vita della comunità LGBTQ in giro per il mondo.

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