Game of Thrones: la maledizione della puntata 9 in ogni stagione

Game of Thrones è sin dall’inizio conosciuto per la sua brutalità, concentrata soprattutto nell’episodio 9 di ogni sua stagione, dove accadono avvenimenti tragici e che lasciano a bocca aperta più del solito. 

La settima stagione di Game of Thrones purtroppo sarà composta da soli sette episodi, quindi non avremo l’opportunità di scoprire il nuovo nono episodio da urlo, ma abbiamo una lunga carrellata grazie alle precedenti stagioni. Qual è l’episodio nove che vi è maggiormente piaciuto o per cui avete pianto tutte le vostre lacrime?


David Benioff e D.B. Weiss ci hanno abituato ad aspettarci di tutto dalla puntata numero 9 di ogni stagione, è vero che tutte le puntate sono disseminate di morti più o meno cruente e importanti ma di solito la 9, la vigilia del season finale ha sempre riservato sorprese che ci hanno lasciato a bocca aperta. Con questo articolo andremo a ripercorrere tutte le morti delle stagioni precedenti.

Stagione 1 – Baelor

Nella prima stagione abbiamo visto molti personaggi fare il loro esordio in quella che sarà una delle serie TV più cruenti della storia. Tra questi, troviamo un personaggio da subito molto amato dal pubblico, me compreso, sto parlando di Ned Stark, interpretato dall’uomo spoiler Sean Bean.


Padre di famiglia, retto, integerrimo, leale, coraggioso e valoroso guerriero. Lord di Grande Inverno (Winterfell) e protettore del Nord. Ha avuto la colpa di essere forse troppo leale, troppo ingenuo e lento di comprendonio. Alla puntata numero 9, dopo essere stato messo in prigione precedentemente, crede di patteggiare la sua liberazione in cambio di una menzogna ma il buon Re Joeffry gli fa fare una brutta fine, tagliandogli la testa in pubblica piazza al tempio di Baelor. Addio Ned.

Stagione 2 – Blackwater (L’assedio)

Nella seconda stagione, la puntata numero 9 non ci fa vedere una morte eclatante di un personaggio importante ma ci mostra se vogliamo, la morte metaforica dell’attacco di Stannis Baratheon ad Approdo del Re (King’s landing) ad opera di un’ingegnoso Tyrion Lannister, interpretato da un grande Peter Dinklage, che si serve dell’Altofuoco per distruggere la flotta di Stannis che proverà comunque ad espugnare le mura di Approdo del Re ma verrà sconfitto dall’arrivo di papà Lannister, Tywin, insieme all’esercito di casa Tyrell.


Si rifaranno poi nella puntata 10 dove vedremo il povero Maestro Luwin perdere la vita per mano di Theon Greyjoy.

Stagione 3 – The Rains of Castamere (Le piogge di Castamere) 

Forse la più cruenta delle puntate 9 in assoluto di tutto Game of Thrones.
In questa puntata ci prepariamo a festeggiare un’alleanza e un matrimonio, l’alleanza tra il Re del Nord, Robb Stark interpretato da Richard Madden, che nel frattempo ha intrapreso una guerra contro i Lannister per l’uccisione del padre e la casata Frey.


Robb promesso sposo a una delle figlie di Lord Walder, si era già maritato con Talisa (Oona Chaplin) e chiede perdono dando in sposo a una delle figlie Frey, suo zio, Edmure Tully. Tutto sembra andare come si deve, perdono concesso, matrimonio fatto e via al banchetto.


Quello che tutti non sapevano è che il buon Walder Frey è un pessimo wedding planner e tinge di rosso le nozze alle Torri Gemelle, non per niente verranno ricordate come “Le nozze rosse“(the red wedding). Frey aveva già preso accordi con i Lannister come a loro volta i Bolton che si presumeva fossero alleati degli Stark.
Catelyn scaltra come il marito, capisce tutto quando sente risuonare per la sala la musica dei Lannister, the Rains of Castamere e in nel giro pochi minuti Frey e Bolton fanno fuori gli Stark e compagnia bella partendo da chi ancora doveva nascere.


Robb incredulo viene preso per un puntaspilli e dopo alcune inutili minacce di Catelyn a lord Walder, Robb viene ucciso da Roose Bolton, con tanti saluti dai Lannister.

Dopo aver visto suo figlio morire, Cat sgozza la giovane moglie di Walder a cui non fregava nulla e viene uccisa anche lei.


Finisce così la puntata 9 ma bisogna dare atto ai Frey di avere senso dell’umorismo, perché nella puntata 10 vediamo Robb decapitato con la testa di Vento Grigio sulle spalle, il suo metalupo, morto anche lui quella sera.

 

Stagione 4 – The Watchers on the Wall (Il coraggio di pochi)

Alla puntata 9 della quarta stagione di Game of Thrones, non ci siamo ancora ripresi dall’esplosiva dipartita dell’affascinante Oberyn Martell, che ci troviamo a che fare con un assedio, i Bruti (Wildlings) contro i Guardiani della Notte (Night’s Watch) alla Barriera (the Wall). Lo scontro sembra pendere a favore dei Bruti, guidati da Mance Rayder che riescono a fare breccia nei cancelli ed entrare quindi dentro Castello Nero (Castle Black) dove impazza la battaglia. Jon Snow, interpretato da Kit Harington, si da fare fino a che non viene minacciato dalla sua (ex) ragazza, Ygritte (Rose Leslie) che avevamo imparato ad apprezzare nel corso delle puntate precedenti, che minaccia di ucciderlo per aver tradito lei e il popolo oltre la Barriera.

Lei tentenna vedendolo sorridere, un po’ come tutti quando Kit sorride dato che non lo fa mai e il piccolo bastardo Olly scaglia la sua freccia pensando di aver fatto un favore a Jon che torna alla sua espressione interdetta, dicendo addio alla sua amata bruta dai capelli rossi.



“Dovevamo rimanere in quella caverna…”


Invece mi sa che qualche cosa la sapeva…

Stagione 5 – The Dance of Dragons (La Danza dei Draghi)

La morte della puntata 9 della quinta stagione di Game of Thrones, secondo me si può definire come la più straziante e strappalacrime di sempre. Stavolta a farne le spese non è un personaggio di grandissimo spessore ma qualcuno che nel corso delle stagioni, da quando è apparsa, ha saputo farsi voler bene con la sua intelligenza e semplicità, complice anche la tenerezza immensa che si percepiva tra lei e Ser Davos, parlo della piccola Shireen Baratheon interpretata da Kerry Ingram, primogenita di Stannis, afflitta sin da bambina dal morbo grigio.


L’esercito di Stannis si trova a nord, dopo aver aiutato Jon con Mance e i Bruti, si reca a sud per conquistare Grande Inverno, finita nelle mani di Ramsey Bolton, figlio bastardo di Roose Bolton. Durante la via però Ramsey furbamente distrugge le derrate alimentari dell’esercito di Stannis e gli decima anche i cavalli, così manda Davos alla Barriera per chiedere rinforzi a Jon. Senza il suo fidato consigliere, Stannis si fa convincere da Melisandre che c’è bisogno di un altro sacrificio di sangue reale per propiziare la magia del Signore della Luce. L’unica pedina però è proprio lei, Shireen.
Stannis pur di vincere la guerra, sacrifica sua figlia tra le fiamme, gesto che gli vale il premio di miglior padre dell’anno. Direi che chi ha visto la puntata, avrà nelle orecchie ancora le sue grida strazianti, mescolate a quelle della madre, ravvedutasi troppo tardi. E addio anche alla dolce Shireen, Davos non l’avrebbe mai permesso.

Stagione 6 – “The Battle of the Bastards

Nel Nord, gli eserciti di Jon Snow e Ramsay Bolton in Game of Thrones, si affrontano in una enorme battaglia per il controllo di Grande Inverno. L’esercito Bolton sconfigge la maggior parte delle forze di Jon, in gran parte costituite da Bruti, ma all’ultimo istante Sansa Stark  giunge in soccorso insieme a Petyr Baelishe i Cavalieri della Valle, i quali non hanno alcuna difficoltà a sconfiggere il restante esercito Bolton. Ramsay si ritira a Grande Inverno, dove Jon lo batte e lo imprigiona, e Sansa lo dà in pasto ai cani.

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Un episodio meraviglioso, cinematograficamente potente, claustrofobico, pieno di azione: una meravigliosa battaglia e definito come uno degli episodi più belli dell’intera serie.

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