CiNerd Reviews: Warcraft – L’inizio


A più di due settimane dall’uscita nei cinema del tanto acclamato e atteso Warcraft – L’inizio, dopo averlo finalmente visto, mi trovo in una situazione contrastante. Ne ho lette e sentite di tutti i colori su questo film e la cosa non ha aiutato, perché mi sono trovato a guardare un film col giudizio annebbiato e con le aspettative molto basse, rispetto a uno che lo guarda per la prima volta senza sapere niente di niente sul film e si fa un’idea sua. Io me la sono fatta comunque, leggermente traviata ma non meno personale. Se non l’avete ancora visto fermatevi qui, perché l’articolo contiene SPOILER sulla trama.

La Regia

La regia del film, orfana di Sam Raimi è stata affidata a Duncan Jones, che ho scoperto essere figlio di David Bowie, non lo conosco come regista ma mi sono documentato e ho scoperto che nella sua carriera per ora ha solo avuto a che fare con film di fantascienza, tra cui un film che mi è piaciuto molto, Sourcecode, con Jake Gyllenhall come protagonista. In quel caso si occupò solo della regia mentre in Warcraft ha curato anche la sceneggiatura. Che dire, qualcuno si è lamentato aspettandosi di più da lui, qualcun altro gli rimprovera una storia poco mordente e lacunosa, io penso che abbia fatto tutto sommato un buon lavoro, considerato il fatto che si tratta dell’ennesimo film tratto da un videogioco, che un buon 90% è tutta CGI e che lui stesso non si era mai inoltrato nel mondo del Fantasy prima d’ora. La regia non è eccelsa ma risulta godibile se non siete dei critici consumati o se avete ancora il bimbo dentro che si emoziona a vedere o rivedere certe cose. Per me è promosso con un 7 su 10, sono certo che da questo primo capitolo riuscirà a trarne le giuste esperienze per portare avanti il brand nel migliore dei modi.

Gli Attori
Il cast vede molti attori provenienti da serie tv o grossi cinecomics, di più o meno successo.
Iniziamo da Travis Fimmel, che interpreta Anduin Lothar già noto per il ruolo di Ragnar Lothbrok in Vikings, Toby Kebbell è l’orco Durotan, visto nello sfortunato Fantastic 4 nei panni del Dottor Doom, Paula Patton è Garona, vista in Mission Impossible – Protocollo fantasma, Dominic Cooper interpreta il Re di Azeroth, Llane Wrynn e lo abbiamo già visto nei panni di Howard Stark in Captain America, Ben Foster è lo stregone Medivh anche lui visto nel cinecomic X-Men 3 nei panni di Angelo, il giovane Ben Schnetzer è il mago Khadgar e a sorpresa troviamo un cameo di Glenn Close (mica bruscolini) nei panni del primo Guardiano di Azeroth, Alodi.

Andiamo con ordine, parlando di Fimmel, posso dire, dopo 4 stagioni di Vikings, di averlo apprezzato moltissimo nei panni del vichingo curioso, indomito e leader carismatico, il personaggio è suo, l’ha creato lui e su questo nulla da dire. Seppur la sua esperienza televisiva sia iniziata nel 2003 e quella cinematografica nel 2008, non ha mai ricoperto ruoli di spicco, almeno fino al 2013 quando inizia la sua avventura in Vikings e si può ben dire che Warcraft sia il suo primo film “grosso” se mi passate il termine. Anduin Lothar è un capitano della guardia, migliore amico del re e guerriero senza eguali, Fimmel visivamente ricopre il ruolo molto bene ma quando si parla di recitazione, allora i limiti un po’ si vedono. A mio parere, nell’interpretare Lothar ha messo forse troppo di Ragnar nel personaggio, negli sguardi, nelle movenze e nei modi di fare, personalmente, nei prossimi film dovrà e potrà fare di meglio per scrollarsi di dosso il vichingo e indossare i panni di altri personaggi.
Kebbell invece è stato magistrale, ricordo che il giovane Toby ricopre il ruolo di Durotan, l’orco protagonista, totalmente creato in CGI. La tecnica è la solita, il Motion Capture, tutina con sensori, tanti puntini sul viso e la magia appare sullo schermo. Nonostante non si veda recitare di persona, Kebbell è riuscito a dare al suo personaggio uno spessore enorme, recitando più che con la voce e le parole, con le emozioni e le espressioni del viso, rendendo l’orco molto reale. Kebbell aveva già recitato in MoCap nel film L’alba del pianeta delle scimmie nei panni di Koba, a fianco del mostro sacro Andy Serkis.

Paula Patton, che interpreta Garona, una mezz’orca che avrà un ruolo chiave a fine film ma che nel complesso non dice gran ch, non fa ne più ne meno che il suo lavoro nel recitare, niente di particolare da segnalare, forse anche a causa della scarsa caratterizzazione del suo personaggio, lo stesso dicasi per Dominic Cooper nei panni del Re Llane Wrynn. Discorso differente per i due maghi, Ben Foster e Ben Schnetzer. Il primo, Medivh, Guardiano del regno, si rivelerà essere una minaccia, ben interpretato da Foster che in passato non aveva mai brillato in quanto a interpretazione, almeno per i film che ho visto io e il secondo Khadgar, giovane apprendista Guardiano che ha rinunciato ai suoi voti, viene portato sullo schermo egregiamente da Schnetzer, che sinceramente non conoscevo come attore.
Da segnalare la presenza di Ruth Negga, interprete di Taria Wrynn, moglie del Re e sorella di Anduin. L’attrice ha interpretato Raina nella serie tv Agents of S.H.I.E.L.D.

La Sceneggiatura
Come ben tutti sanno, o quasi, Warcraft – L’inizio, si basa sulle vicende del famosissimo videogioco prodotto da Blizzard per pc, World of Warcraft. L’enorme successo del videogioco a fatto che si che si creassero fumetti e romanzi a dare maggior spessore a quel mondo digitale. La trama del film quindi, è basata sul primo capitolo del videogioco, Warcraft: Orcs and Humans del 1994. Insieme ad altri aspetti del film, la sceneggiatura ha deluso parecchi fan e non per via della troppa velocità con cui si svolgono gli eventi, eventi che non danno le giuste spiegazioni a chi del gioco non sa nulla, dando per scontati alcuni aspetti della storia.

Ma andiamo nel dettaglio, il mondo degli Orchi, Draenor è in rovina e un orco sciamano dalla pelle verde di nome Gul’dan (Daniel Wu), riunisce tutti i clan con la promessa di portarli in un nuovo mondo da poter colonizzare, il mondo in questione è Azeroth. Per riuscirci userà un portale che viene alimentato da una magia mortale molto potente, il Vil, che necessita di sacrifici di vita per sostentarsi.  Attivato il portale, Gul’dan porta in avanscoperta una brigata di orchi, capeggiata dal Capoguerra Manonera (Clancy Brown) con lui, Durotan (Toby Kebbell), sua moglie incinta Draka (Anna Galvin) e l’amico Orgrim Martelfato (Rob Kazinsky) insieme a tutto suo clan, i Lupi Bianchi  e tutta l’avanscoperta di orchi. Piccola curiosità, la maggior parte degli orchi ha la pelle “rosa/marroncino” come gli umani mentre altri verde, questo perché Gul’dan li aveva infettati col Vil, la cui magia è di colore verde appunto, per renderli più forti.

Arrivati su Azeroth, Draka da alla luce il figlio di Durotan, morto. Sarà Gul’dan a riportarlo in vita usando la magia del Vil, che renderà il piccolo orco di colore verde al contrario dei suoi genitori.

La storia adesso ci introduce i protagonisti umani, Anduin Lothar (Travis Fimmel), riceve un messaggio riguardo degli attacchi a una sua guarnigione. Andato a controllare i morti, Lothar si imbatte nel giovane mago Khadgar (Ben Schnetzer) che stava investigando sulla strana causa della morte dei soldati. Scoperto parte dell’arcano, il mago consiglia di mandare a chiamare il Guardiano, colui che veglia sul regno, così Anduin, a consiglio con l’amico e sovrano Llane Wrynn (Domic Cooper) viene inviato a chiamare il Guardiano Medivh (Ben Foster) per farsi aiutare nella faccenda.

Riunito un gruppo di soldati, questi vanno alla ricerca di tracce su questi orchi di cui non avevano mai sentito parlare. Inizia uno scontro che termina con un incantesimo di Medivh che uccide tutti gli orchi contaminati dal Vil. Mentre gli altri scappano, Durotan libera Garona (Paula Patton), antenata di Gamora dei Guardiani della Galassia mezz’orca fatta prigioniera da Gul’dan e trattata come una reietta in quanto metà umana. Lothar, deciso a non mollare e saperne di più prende prigioniero un orco fuggitivo, mentre Khadgar riesce a catturare Garona.
Quest’ultima, accordandosi col Re sulla sua libertà, decide di collaborare con gli umani, svelando il piano di Gul’dan, costruire un altro portale in questo mondo per fare passare tutto il resto dell’Orda e conquistare Azeroth.

Intanto, tornato all’accampamento, Durotan capisce che dando retta allo stregone, anche questo nuovo mondo sarà spacciato, in quanto è stato il Vil a distruggere e consumare Draenor, e Azeroth subirà lo stesso fato se Gul’dan non verrà fermato.
Confidandosi con l’amico Orgrim, decide di chiedere aiuto agli umani per contrastare lo stregone pazzo.

Nel frattempo, studiando un libro trovato nella libreria di Medivh, Khadgar apprende che Gul’dan non può aver aperto il portale da solo e che ha avuto un aiuto da Azeroth. Medivh scopre queste ricerche e le distrugge iniziando a far venire dei dubbi al giovane mago che ne parla con Anduin.
Un contingente guidato da Lothar e Garona, raggiunge l’avamposto degli orchi, scoprendo che il portale è già in costruzione e che erano stati fatti prigionieri centinaia di umani per alimentare la porta. Qui Durotan intercetta Garona, a cui chiede un incontro in segreto col Re degli umani per spiegare il suo piano per fermare Gul’dan. Dopo che il Re ha convinto, elfi, nani e umani l’incontro avviene ma si trovano tutti in un’imboscata.

Lo scontro vede i seguaci di Gul’dan, attaccare Durotan, Lothar e tutti gli altri. A porre fine al massacro, ci pensa nuovamente Medivh con un potente incantesimo. Nella battaglia però, perde la vita il figlio di Lothar, ucciso da Manonera con sfregio verso il guerriero, che nulla ha potuto colpa anche dell’incantesimo del Guardiano.

Grazie a Medivh, Llane e gli altri riescono a fuggire, ma il mago sviene per lo sforzo e viene portato alla sua torre da Khadgar e Garona. Quando il Guardiano rinviene, Khadgar nota il Vil nei suoi occhi e i dubbi diventano certezza,  era stato lui ad aiutare Gul’dan. Intanto, il clan di Durotan viene accusato di avere tradito l’Orda e aver massacrato i suoi fratelli e viene fatto prigioniero. Draka, aiutata da Orgrim che aveva tradito Durotan e reso possibile l’imboscata, lascia andare la moglie dell’amico che affida al corso di un fiume il figlio Go’el prima di morire.

Medivh, ormai corrotto dal Vil e sotto influenza di un demone, convince Llane ad attaccare il portale solo con alcuni uomini disponendo le altre legioni a difesa, sostenendo che avranno l’aiuto di Durotan e il suo clan. Lothar si oppone e alle provocazioni del mago cercando uno scontro con lui, in parte causa del suo dolore per la morte del figlio Callan, venendo poi imprigionato per farlo calmare. Intanto Orgrim, pentito di non essersi fidato di Durotan, lo libera e questi sfida Gul’dan ad un mak’gora: tradizionale duello senza magia.


Intanto a Roccavento, Khadgar libera Lothar informandolo delle sue scoperte, e i due si teletrasportano alla torre di Medivh per fermarlo prima che riapra il portale. Tornando agli orchi, Gul’dan, in difficoltà, usa la magia per uccidere Durotan, scatenando l’ira degli altri ma mantenendo il comando con la paura e le minacce.
Concluso lo scontro, gli umani guidati da re Llane e Garona, attaccano il campo degli orchi nonostante capiscano che non riceveranno aiuto dai Lupi Bianchi. Gul’dan inizia ad aprire il portale aiutato da Medivh.

Intanto nella torre del Guardiano, impazza lo scontro, così come al campo degli orchi. Khadgar e Lothar dopo un’estenuante lotta riescono a ferire mortalmente il demone che aveva preso il posto del Guardiano.

Quest’ultimo ormai libero dalla possessione, con le ultime forze attiva il portale su Roccavento per permettere agli umani di ritirarsi con i prigionieri salvati. Medivh però muore prima che Llane e Garona riescano a fuggire. Ormai circondati, il re chiede alla mezz’orca di ucciderlo così da essere riabilitata tra gli orchi e sopravvivere. Riluttante Garona lo uccide e viene riaccolta nell’Orda da Gul’dan.


Finito lo scontro con Medivh, Lothar raggiunge il campo di battaglia in sella al suo grifone e recupera il corpo di Llane ormai esanime, scoprendo una terribile verità. Anduin vede il pugnale di sua sorella, donato a Garona nel corpo del suo Re.

Recuperato il corpo, sale sul grifone per andare via ma durante la fuga viene tramortito da Manonera che decide di sfidarlo in un mak’gora. Lothar ne esce vincitore vendicando così il figlio e quando Gul’dan ordina di ucciderlo, gli orchi protestano e Garona lo convince a liberarlo per non inimicarsi il proprio popolo all’alba di una guerra.
Tornato a Roccavento, Lothar convince Khadgar che Garona li ha traditi uccidendo il re. Durante i funerali, Lothar viene acclamato come nuovo re, in attesa che il figlio di Llane, Varian raggiunga l’età giusta e insieme alla regina Taria, proclama la nascita dell’Alleanza tra i sette regni di Azeroth.

Altrove, la culla contenente Go’el, figlio di Durotan viene trovata da un soldato umano sulla riva del fiume.

Aspetti tecnici minori
Per gli aspetti minori, che poi in questo caso tanto minori non sono, una buona parte di questo argomento è occupato dalla CGI che per quanto la ILM (Industrial Light and Magic) abbia fatto un lavoro magnifico nel rendere gli orchi quanto più veri e realistici possibili nelle espressioni, va detto anche che tutta la parte che riguarda Durotan e compagni, sembra un enorme cinematic, per intenderci sono i filmati iniziali e che intermezzano le varie missioni nei videogiochi. Tutto ha l’aria di troppo finto, dai lupi al paesaggio. Si capisce che è un live action quando interagiscono con gli umani, attori in carne e ossa che purtroppo sembrano appiccicati sul green screen. C’è di bello però che chi conosce il gioco, riconosce personaggi e razze del mondo di WoW, bellissimi gli elfi alti, che diverranno poi elfi del sangue aggregandosi all’orda, un po’ meno i nani, pensavo che avessero toppato con il cugino di Thorin nella battaglia dei cinque eserciti ma qui proprio hanno esagerato, per carità identici al gioco ma poco realistici nel tutto. Bellissimi anche gli effetti visivi sugli incantesimi dei tre maghi presenti nel film.



Colonna sonora affidata a Ramin Djawadi, creatore delle musiche di Game of Thrones, molto belle, poco incisive forse, la traccia iniziale ricorda molto l’inizio della OST di Skyrim.
Per il resto, le ambientazioni sono molto belle, Roccavento è stupenda visivamente parlando, specie sorvolandola sul grifone.

Il reparto costumi ha fatto un lavoro assurdo per cercare di ricreare le armature degli umani senza che siano ridicolmente sproporzionate rispetto agli indossatori. Questo aspetto tra l’altro ha fatto storcere il naso a molti, definendo il film addirittura mediocre ai livelli dei film fantasy della serie “fantastica avventura” su Italia 1.

Onestamente non capisco tanto accanimento su un film che come tanti altri doveva intrattenere e con me ci è riuscito, facendomi anche appassionare alla trama. Detto tra noi, la storyline di Durotan è stata molto più interessante di quella di Lothar e compagni.
Nota negativa per la scelta dei doppiatori di Fimmel (Marco Vivio – Chris Evans in Captain America) e Cooper (Francesco Pezzulli – Leonardo Di Caprio voce ufficiale), voci a mio parere troppo giovanili e poco o niente somiglianti ai timbri vocali dei due attori.

Per concludere, da vecchio giocatore di WoW, dico film promosso con un 7/10 di incoraggiamento, si può fare di meglio e visto che sarà una trilogia lo spero.
Vi lascio con questa bellissima immagine che mostra attori e rispettive controparti nel film. Grazie per aver letto e alla prossima.

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