Victor Frankenstein: Motivi per sederci ne abbiamo, ma per restare?

Una visione diversa. Un punto di osservazione diverso.

La celebre, arcinota, storia del “mostro di Frankenstein” vista dagli occhi dell’assistente del dottore. Molto più di un semplice espediente narrativo, molto più dello gobbo che “aziona la macchina”, Igor diventa un vero e proprio genio che contribuisce in modo significativo, fino a diventare cruciale, nella creazione della “creatura”.
Questo e molto altro è il nuovo film su Victor Frankenstein; tante suggestioni condensate in meno di due ore di pellicola: dallo scienziato pazzo col complesso di Dio, all’ex-storpio che vota se stesso al suo “salvatore” e trova anche il tempo e l’occasione di innamorarsi, all’investigatore di Scotland Yard fanatico religioso… Tanta roba, forse anche troppa.

James McAvoy (Victor), folle e visionario, un ego smisurato che solo il padre riesce minimamente a scalfire. Ci piace, è il tipico psicopatico che può affascinare una come Molly Hooper e infatti arriva presto il piccolo cameo di Louise Brealey.

Daniel Radcliffe (Igor), che dire… ha sempre l’aria di chi non è padrone degli eventi (come dimenticarlo nei panni del maghetto più famoso del cinema?!), ma questa volta è diverso, ha davvero qualcosa di speciale: sensibilità e ingegno. Connubio fatale.

Spendiamo qualche ultima parola sull’investigatore che compare nel film: Andrew Scott. Probabilmente chi segue Sherlock ha trovato in lui una delle motivazioni per vedere il film e (forse solo per questo) ha fatto bene. “Moriarty” che gioca a fare l’investigatore *risatina* ; Moriarty nei panni di un investigatore con la fissa della religione *sghignazzo epico*.

…E’ quando cominci seriamente a pensare che il cameo di Gatiss sia il ruolo dello  “smart one” dei fratelli Frankenstein che ti sorprendono… Vedi i baffi e ti viene da ridere anche se il momento non è il più indicato.

Insomma, nell’attesa che sparassero l’ultima cartuccia del cast di Sherlock ti sei fatto sfilare davanti agli occhi tutto il film, forse non era proprio questo l’obiettivo del regista, ma tant’è.

P.S.: Fortemente sconsigliato ai fondamentalisti del libro: se non volete trovarvi a scardinare la poltroncina del cinema, evitate.

Sara

 

 

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