Dal LIBRO al FILM: Delusioni o Successi?

L’epifania di ogni lettore è inevitabilmente la trasposizione al grande schermo del libro preferito, quelle pagine su cui tanto abbiamo vagato con la fantasia e di cui siamo già stati un po’ i registi, anche se poi non sempre (o addirittura quasi mai), il film rende propriamente giustizia al libro. Vuoi perché appunto la nostra regia è diversa da quella di chi ha girato realmente il film, vuoi perché un film non può essere più lungo di due/tre ore, il più delle volte personalmente sono uscita dal cinema con una faccia da “mi hanno appena ucciso il gatto”, oppure incavolata a morte con lo sfortunato regista di turno che ha completamente  distrutto le mie aspettative.

Ammettiamolo, non sempre i nostri castelli in aria sono arredabili, dopotutto.

Bisogna riconoscere che nel mondo del cinema ci sono stati sì grandi flop, ma anche molti rifacimenti ben riusciti. Per alcuni spezzo una lancia a favore, in altri casi, mi chiedo ancora PERCHÉ??

UN SI AL SIGNORE DEGLI ANELLI

Il signor Tolkien doveva essere una mente illuminata e incredibilmente visionaria. Ha creato una saga di libri che narrano di un mondo fantastico abitato da creature di ogni sorta, con paesaggi fiabeschi e a tratti quasi paradisiaci che trasportano il lettore su di un altro pianeta.

A volte la narrazione scende così tanto nei particolari che sarebbe stato impossibile ricreare quell’etera poesia che caratterizza il libro, per questo i film hanno fatto scontrare i fan su molti aspetti incongruenti rispetto alla trama letteraria. Quello che si può a logica supporre è che una storia che si sviluppa per ben 1400 pagine non è facilmente riproducibile sotto forma di sceneggiatura, quindi è abbastanza normale che qualche taglio il regista Peter Jackson abbia dovuto farlo. Tutto sommato questa trasposizione è salva, una delle meglio riuscite e amate dal pubblico.

HUNGER GAMES, L’APPROVIAMO

La trilogia che narra le vicende di Katniss Everdeen e degli Hunger Games, sadico reality show voluto da Capital City, ideato per sedare gli animi caldi ma dormienti di una società pronta alla rivolta in un mondo futuristico e scontento, dilaniato da guerre e paradossi sociali. La storia la conosciamo più o meno tutti; per chi ha letto 1984 di Orwell, sotto molti punti di vista questo libro ricorda il mondo del “Grande Fratello”, ed è anche ciò che si avverte guardando il film.

Pellicola che resta fedele quasi al 90% al libro, se vogliamo escludere dei particolari di poco conto. Da fan, posso assolutamente mettere questa trasposizione nella classifica in cui approvo, in particolare la scelta della protagonista, Jennifer Lawrance, è stata azzeccatissima: nelle mie fantasie mentali, Katniss era proprio così.

COLPA DELLE STELLE, I KLEENX SI SPRECANO

Inizialmente rimasi un po’ basita dalla scelta dei protagonisti per questo film, me li immaginavo un bel po’ diversi. Con mia grande sorpresa posso però dire che la coppia Shailene Woodley e Ansel Elgort abbia fatto un ottimo lavoro, interpretando le proprie parti in modo impeccabile. Il libro ha attorno a sé un aurea triste ma  al tempo stesso dolce, tenera, quasi fantastica e la stessa cosa possiamo dire del film.

Avendo letto prima il libro e poi visto il film, ci si rimane meno male nel finale, perché sappiamo già che sarà nient’altro che una valle di lacrime. Ammetto che nonostante la precedente lettura mi abbia in qualche modo rovinato l’effetto sorpresa del film, ho pianto ugualmente come una fontana, forse peggio di quando vidi per la prima volta Armageddon. E Forrest Gump. E Vita di Pi. E le pagine della nostra vita. E Dumbo…e Bambi. Vabeh, ciaone.

HARRY POTTER E SI VINCE FACILE

La signora Rowling ha creato un vero e proprio movimento letterario con l’ideazione di questa bellissima saga. Bimbi che hanno iniziato a leggere i libri e che con essi sono cresciuti, così come i personaggi. Harry Potter ti fa affezionare alla storia ma soprattutto ai protagonisti, a cui si riesce a sentirsi in qualche modo vicino, con le avventure rocambolesche e la magia di cui la storia è intrisa, trasportando il lettore in un mondo un poco cupo ma allo stesso tempo fantastico e surreale.

Ho amato  la storia, i continui colpi di scena, i misteri da svelare, il sarcasmo di Hermione e la goffaggine di Ron ma soprattutto il coraggio di Harry e la sua innata umiltà.

La scelta dei personaggi per il film anche qui è stata giustissima e il prodotto è stato fondamentalmente un successo: dalle scenografie alla sceneggiatura, ho apprezzato tantissimo il lavoro del regista e degli attori stessi, nonostante qualche inevitabile e piccola differenza rispetto al libro, anche il film mi ha fatto sentire la magia  che ho provato durante la lettura. Come molti fan della saga, sto ancora aspettando la lettera per Hogwarts e ogni tanto provo a volare con la scopa ma, no, non ci sono speranze.

DIVERGENT, SICURAMENTE MERITO DI “QUATTRO”

Ho iniziato a leggere questo libro incuriosita dalla trama, in qualche modo ricordava un po’ Hunger Games (la ragazza come protagonista, le guerre, divisioni sociali, post apocalittico, futuristico) anche se alla fine è risultata essere in fin dei conti un altra storia. Avvincente e introspettivo, il libro tesse i fili di una storia tutt’altro che scontata e già sentita, per questo mi ha appassionata. La trasposizione dal libro al film è stata a mio parere ben coordinata, a partire dalla scelta di alcuni personaggi e della protagonista. All’inizio avevo storto il naso quando ho scoperto che Shailene Woodley era stata scelta per il ruolo da protagonista ma in ogni caso è stata un brava Tris. Ringrazio infinitamente chi ha scelto Theo James per il ruolo di “Quattro”: GRAZIE.

Lo immaginavo esattamente così, un po’ burbero, misterioso, accattivante, ficopower e grezzone al punto giusto. Insomma, ho anche avvertito la scintilla fra lui e Shailene, quindi sì, la scelta del cast, la sceneggiatura e le stesse scenografie mi sono piaciute.

Per quanto riguarda i flop cinematografici tratti da un libro, ne avrei una lista infinita. Però si sa, è facile criticare gratuitamente e in modo poco costruttivo, quindi mi limiterò a discutere in maniera bonaria su EVIDENTI casi di insuccesso, insomma, casi in cui non c’è bisogno di un critico letterario di fama per capire che se si evitava il film era meglio.

50 SFUMATURE DI GRIGIO, NON AVEVAMO BISOGNO DEL FILM

La serie ha avuto (inaspettatamente) un enorme successo: sinceramente io ho letto il primo libro, lì mi sono fermata, ma dato che è uscito ancora solo il primo film, ho degli affidabili parametri di giudizio. Ai Razzie Awards, è stato votato come PEGGIOR film dell’anno, Peggiore attore a Jamie Dornan, Peggiore attrice Dakota Johnson, Peggiore Coppia sul set e Peggior sceneggiatura.

Insomma, un successone!

(Fonte: http://www.wired.it/play/cinema/2016/02/29/razzie-awards-peggiori-film/ )

Poco da aggiungere infondo, la trama del libro in alcune parti è anche coinvolgente, probabilmente come ogni storia d’amore in forma scritta che si rispetti: vuoi sapere cosa succederà alla fine, certo, ti immedesimi anche nella protagonista, però la storia in sé è abbastanza banale, scontata e a tratti pecca di pochezza, la recitazione alquanto imbarazzante e i dialoghi a volte fin troppo banali e forzati. Epica la critica di Chris Vognar, scrittore per  The Dallas Morning News “è difficile ricordare l’ultima volta di un sesso tanto noioso“.

Niente di esilarante, per questo non comprendo il perché si sia sentito il bisogno di sprecare milioni di dollari per investirli in un film.

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO E ZOMBIE, ERA NECESSARIO?

Davvero.

Non mi pare neanche il caso di spenderci troppe parole, anche perché qui la critica fiorisce come i gigli a marzo, ho letto di tutto su internet, opinioni, recensioni, valutazioni di ogni tipo, ma tutte inequivocabilmente negative, alcune esilaranti, mi sono fatta un sacco di risate. Non ho avuto il coraggio di leggere il libro, mi sono limitata a quello vero, quello etereo e romantico, il romanzo su Elizabeth e Darcy, il classico di Jane Austen.

Non si capisce con quale intento l’autore abbia riscritto la storia originale, infilandoci sangue, budella e zombi qua e la. E’ come se  prendessimo Titanic e, nel mezzo del dramma, ci infilassimo un Jack vampiro e una Rose fantasma….perché?? Non afferro il senso, non si può nemmeno dire che il tentativo fosse quello di creare qualcosa di diverso perché di storie con gli zombi al giorno d’oggi ne abbiamo ovunque a sufficienza.

Insomma, probabilmente l’autore Set Smith era un po confuso.

E secondo voi? Quali sono state le trasposizioni meglio e peggio riuscite? Le vostre preferite o quelle che vorreste fossero realizzate?

Roby Gi

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.