Creed, uno Stallone in corsa per l’Oscar

Come ogni anno, si fa sempre un gran parlare delle varie nomination ai premi Oscar che l’Academy americana mette in palio per attori, registi, film, sceneggiatori, costumisti e chi più ne ha, più ne metta. Come ogni anno o quasi, a monopolizzare l’attenzione è Leonardo Di Caprio ma non dimentichiamoci che oltre all’Oscar come miglior attore, c’è anche quello come miglior attore non protagonista. Quest’anno nella categoria, sono candidati tutti attori di primo livello, vediamo chi sono:
Christian Bale per La grande scommessa

Tom Hardy per the Revenant

Mark Rylance per Il ponte delle spie

Mark Ruffalo per Spotlight

Sylvester Stallone per Creed

Premetto che di questi film per ora ho visto solo Creed, quindi prendete l’articolo per quello che è, ovvero un elogio ad uno dei miei attori preferiti fin da quando ero piccolo. Della lista comunque, conosco molto bene le doti attoriali di tutti gli attori, a eccezione di Mark Rylance che mi risulta alquanto sconosciuto, quindi posso dire che anche la loro nomination è più che meritata.

Tornando a Stallone, nella sua carriera ha ricevuto molti premi e altrettante nomination. Parlando di Oscar, nel 1977, ricevette, oltre alla nomination come miglior film, quella come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale per il primo Rocky. Piccola curiosità, Stallone è stato l’unico oltre a Charlie Chaplin ad essere nominato nelle due categorie sopracitate, nello stesso anno. Stallone però, quell’anno non vinse nulla a livello personale ma si porto comunque a casa l’Oscar come miglior film (Rocky).

Quest’anno, a distanza di 39 anni da quelle nomination, Sylvester Stallone, con la partecipazione al film Creed: nato per combattere e dopo aver vinto il Golden Globe sempre nella medesima categoria, sbaragliando certo una concorrenza non proprio agguerrita come quella presentata dall’Academy, si è messo in prima fila per poter vincere finalmente il suo primo Oscar da attore all’età di 69 anni.

Spero davvero che dopo questo riconoscimento, possa veder premiata la sua carriera con questo Oscar che, tralasciando altri film certamente più leggeri, scanzonati e meno impegnativi, secondo me merita al 100%. Parlando brevemente del film (ATTENZIONE SPOILER), a mio parere non è all’altezza dei Rocky visti in precedenza, l’attenzione si concentra tutta sulla scalata del giovane Adonis Creed, figlio del ben più famoso Apollo, storico rivale e amico di Rocky ma quello che salta subito agli occhi è la figura di un Rocky ormai vecchio e malandato, dopo averlo visto sul ring per l’ultima volta nel 2006, ora è più saggio e soprattutto più solo, avendo perso anche il cognato e amico di una vita Paulie. Sembra quasi arrendevole, troppo stanco, un Rocky completamente opposto a quello visto nei primi film. Quando poi scopre di avere un cancro al cervello, lì arriva il colpo di grazia e accoglie la notizia senza voler fare nulla in proposito. E, a mio parere è qui che entrano in gioco le doti di un grande attore da sempre sottovalutato, Sylvester Stallone con poche parole riesce a penetrare nell’animo di chi, come me, questa saga l’ha amata, facendo capire allo spettatore quel senso di angoscia, frustrazione e arrendevolezza che una situazione come la sua lo porta a vivere.


“…se mi ferisco, mi ammalo o quello che sia, questa volta non mi rialzo.”

Per concludere, non dico che sia un film che va visto per forza ma, a mio parere, se Stallone è stato candidato un motivo ci sarà e per me se lo merita tutto. E ovviamente facciamo anche il tifo per Leo ^_^

Un abbraccio
Andrea

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