SUPERGIRL: recensione 1×02 – Stronger Together

Salve a tutti, benvenuti al secondo appuntamento con la recensione di Supergirl.

Prima di iniziare, un breve previously on:

  • Kara, dopo anni passati a nascondersi, ha deciso di esporsi e rivelare al mondo i suoi poteri, peccato già abbia una cifra non specificata di nemici contro
  • Sua sorella lavora per la DEO, che si occupa di nascondere l’esistenza degli alieni agli umani, ma alla fine, decide di appoggiarla
  • Il sexy fotografo amico di Superman conosceva dall’inizio tutto su Kara
  • La zia di Kara ce l’ha a morte con lei

Se questo breve riassunto non vi basta, troverete la recensione dalla puntata precedente cliccando  QUI

E adesso, bando alle ciance e iniziamo

LA PAGELLA

Kara: è tutta felice perchè da una settimana le va tutto bene e sta facendo i test per diventare un’ agente della DEO, come sua sorella. La ragazza ce la mette tutta, rompendo addirittura il muro del suono, tanto per far vedere a tutti che non ha nulla di meno del cugino (beh, tranne una cosa, certo), ma tutti continuano a fare paragoni con lui. Per un pò si butta giù, ma poi riesca a reagire, anche grazie all’aiuto dei suoi amici. Finalmente capisce che non deve essere un eroe come Superman, ma un’eroina che si fida dei suoi amici e lavora in team. La trasformazione in badass avviene, come nella scorsa puntata, quando la sorella si trova in pericolo. Anche se si porta a casa un bel carico di botte, alla fine riesce a salvarsi la pelle.

VOTO: 9/10 perchè continua a provarci sempre, nonostante i fallimenti

Alex: cerca di supportare la sorella, esponendo anche le sue preoccupazioni sulla sua resistenza. Sembra sincera, ma io lo so che dentro di sè rosica come un criceto, visto che non perde occasione per ricordarle che lei ci ha messo una vita prima di andare sul campo, mentre Kara solo qualche giorno. Ho smesso di avercela con lei quando è stata rapita e quando ha uscito fuori le balls e le ha distrutte all’alieno: gran colpo di classe.

VOTO: 7.5/10 perchè finalmente si fida di Kara

Winn: si cala alla perfezione nel suo ruolo di “spalla” e passa la giornata a cercare dei disastri da far risolvere a Kara (se poi diventano disastri ancora più grandi, non è colpa sua). Entra in competizione con James per avere l’attenzione di Kara, dando luogo a gag esilaranti. Lo adoro.

VOTO: 8.5/10 per la simpatia

James: cerca di difendere Kara davanti al suo capo, ricordando che, ai suoi inizi, anche Superman ha fatto molti errori. Adoro quest’uomo e il suo modo di stare accanto a Kara, facendola ragionare e vedere le cose da un altro punto di vista. E poi è un figo, parliamoci chiaro. Il momento ship tra loro due è sempre dietro l’angolo: questa nave deve partire.

VOTO: 9/10 perchè sì

Il capo: si mette in testa di intervistare Supergirl e nel frattempo inizia a infangarla scrivendo articoli contro di lei. E’ la solita acida, ma riesce comunque a dare, indirettamente, un buon consiglio a Kara: Supergirl deve iniziare per gradi, fare pratica prima di buttarsi al centro del pericolo più grande. Alla fine si becca il suo volo gratuito sulla città e anche l’intervista in esclusiva, così magari la smette di rompere.

VOTO: 6/10 perchè, anche se indirettamente, è stata utile

I villain: stavolta abbiamo a che fare con un insetto gigante dalla bocca enorme che viene usato da Astra come esca per catturare Kara. Questa, da brava zia quel’è, cerca di impartire una lezione alla nipote a suon di botte, ma finisce con un coltello alla Kryptonite piantato nel braccio. Poraccia.

VOTO: 7/10 perchè odio gli insetti, ma Astra è una badass

E ora, qualche domanda che mi sorge spontanea:

  • Il capo di Alex è alieno???
  • Perchè dopo uno scontro come quello, Alex zoppica soltanto? Non dovrebbe essere, tipo, completamente ingessata?
  • Chi è Maxwell Lord?
  • E ultima, ma non meno importante: perchè tra una scena e l’altra c’è mezz’ora di schermo nero?

E per oggi è tutto. Lasciate un commentino con le vostre impressioni sulla puntata e passate da Supergirl Serie Tv Italia per tutte le info sulla questa serie tv.

Alla prossima, Roberta

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